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8 sedute per sconfiggere l’insonnia

Esiste un modo per combattere l’insonnia senza farmaci: il trattamento cognitivo comportamentale

L’intervento prevede 2 o 3 colloqui di valutazione del disturbo del sonno. Questa fase è fondamentale per assicurarsi che i sintomi riportati dal paziente siano riconducibili a un disturbo d’insonnia e non ad altri disturbi del sonno (come ad esempio ipersonnia o apnee notturne). Una volta accertato il disturbo d’insonnia l’intervento si compone di 8 incontri con cadenza settimanale.

L’obiettivo è quello di riallineare il paziente con il suo sonno naturale attraverso un percorso che coinvolge aspetti cognitivi emotivi e comportamentali.

Solitamente si inizia con un lavoro sulle convinzioni e falsi miti che condizionano i comportamenti del paziente, per passare a una riprogrammazione del sonno vera e propria (il cuore del trattamento) . Fondamentale è anche l’attenzione all’igiene de sonno per creare nuove abitudini e comportamenti che favoriscono l’addormentamento e il mantenimento del sonno.

In quali casi si raccomanda la CBT-I?

La Cbt-I, come protocollo psicoeducazionale,  è particolarmente indicata per la cura dell’insonnia di un paziente irregolare negli orari del sonno e poco allineato con la sua predisposizione cronotipica (serotino o matutino) e anche quando il paziente possiede una cattiva igiene del sonno e tende a mettere in atto comportamenti  non compatibili con un sonno di qualità (eccessivo uso di sostanze eccitanti , eccessivi pisolini diurni, ecc..).

La CBT-I? può essere affiancata alla terapia farmacologica ?

L’obiettivo della CBT-I è riavvicinare il paziente al suo sonno fisiologico, quindi solitamente è un trattamento alternativo alla terapia farmacologica ipnoinducente. Se il paziente inizia il percorso di CBT-I sotto terapia farmacologica si propone uno scalaggio del farmaco, naturalmente sotto controllo medico. In alcuni casi  può essere anche combinato ad esso.